OTTO MONTAGNE

GENERE: Drammatico

PAESE: Italia

DURATA: 2 ore e 40 min ca

INTERPRETI DI SPICCO: Alessandro Borghi, Luca Marinelli

Questa pellicola descrive un legame profondo, senza limiti, senza confini e senza tempo. I protagonisti sono due bambini successivamente adulti, Pietro e Bruno. Amici per la pelle nell’infanzia, sconosciuti in adolescenza fino a quasi non riconoscersi in età adulta. Basta però che si vedano per poco tempo e tutto ritorna al posto giusto. Ognuno fa il suo percorso di vita ma resteranno sempre legati nel cuore. I due uomini stringono negli anni un rapporto che va oltre all’amicizia, sono fratelli.

Bruno e Pietro diversi esteticamente e per il percorso di vita vissuto ma così uniti nel profondo. Burbero il primo, delicato il secondo. L’uno montanaro, l’altro cittadino. Uno abituato alla solitudine, a stare da solo lontano da tutti mentre l’altro abituato ad avere tutto. Pietro è un viaggiatore alla scoperta di culture diverse ed orizzonti nuovi. Bruno invece è sempre stato lassù per le sue montagne, fortemente radicato nelle sue abitudini e tradizioni. Uno corre e quando si ferma ha paura dei suoi pensieri. L’altro è fermo ma dentro di sé è un tumulto di emozioni, è perennemente irrequieto. Ognuno cerca il proprio posto nel mondo e a modo suo lo troverà.

C’è una figura che li unisce ancora di più: è il padre di Pietro. Una personalità prima ingombrante poi un punto di riferimento e una mancanza incolmabile.
La figura del padre di Pietro farà nascere nei due ragazzi un sentimento di gelosia ed invidia: se Bruno da piccolo guardava con invidia il padre di Pietro perché gli ricordava costantemente che il suo era assente e non all’altezza del ruolo che aveva; Pietro si riscopre invidioso dell’amico dopo aver saputo che negli anni in cui lui si era allontanato da suo padre, Bruno invece stava costruendo un rapporto fatto di stima e rispetto. Lui non ci era riuscito per divergenze caratteriali e di visione e per questo lo aveva in qualche modo sempre rifiutato. La morte del padre fa nascere in Pietro un’emergenza di prendere una pausa, di mettere in stop la sua vita frenetica ed isolarsi riscoprendo così il legame profondo con Bruno e con le emozioni più pure.

Anche la natura è protagonista insieme ai due personaggi principali. Le montagne sono spettatrici mute del legame tra i due uomini. Il vento sottolinea le differenze che negli anni hanno marcato le loro vite. I sentieri simboleggiano le loro divergenze, i percorsi differenti che però alla fine si uniscono, s’intersecano e alle volte convergono verso una stessa meta. I silenzi sono le parole non dette che si “dicono” da sole. La cornice naturalistica della Valle D’Aosta e i paesaggi immensi del Nepal trasmettono allo spettatore allo stesso tempo l’inquietudine interiore dei due protagonisti ma anche la sensazione di pace e benessere che sentono i due uomini nel viversi il loro presente e nel scoprire il loro futuro.

Un film di sentimenti intimi ed insostituibili: amore, amicizia e famiglia. Alessandro Borghi e Luca Marinelli sono essenzialmente perfetti. È palpabile il loro legame sincero anche al di là delle telecamere.

Una pellicola speciale che tratta delicatamente di un rapporto inspiegabile a parole ma che grazie alla maestria degli attori, del regista e degli sceneggiatori riesce a prendere forma e a colpire dritto al cuore dello spettatore attraverso le immagini.

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