THE WHALE

GENERE: Drammatico

PAESE:  America

DURATA: 117 minuti

INTEPRETI DI SPICCO: Brandan Fraser

Quasi due ore in totale magone. Più che una pellicola è un analisi dallo psicanalista. In scena vengono rappresentati sentimenti difficili, incomprensioni, rabbia e depressione. In una parola: il dolore.

Un colpo al cuore che ti fa provare allo stesso tempo disgusto ma anche tenerezza. Lo spettatore si sente dentro un frullatore dove gli ingredienti sono le emozioni.

Emozioni che rimandano a determinati rapporti e diverse sfumature di amore. Il protagonista è un professore universitario in profonda crisi. È un padre ma da otto anni non vede e sente sua figlia e non ha legami sentimentali da quando è morto suicida il suo compagno di vita. Charlie si è lasciato andare, ha deciso di smettere di combattere per se stesso e per i suoi affetti. L’unica cosa che lo fa “star meglio” è il cibo. Quest’ultima è diventata una dipendenza incontrollabile che l’ha spinto fino all’obesità estrema arrivando fino ad un drastico epilogo. Ha solo un’ amica, Liz che in realtà era la sorella del suo compagno. I due si sono appoggiati l’uno sull’altro per sopravvivere al terribile lutto del loro caro.

Charlie non è il solo personaggio con dei problemi. Ogni persona che passa per la sua casa, ha una sua problematica interiore da risolvere: un ragazzo scappato di casa impaurito di non avere più dalla sua parte i suoi genitori e il loro amore nei suoi confronti;  un’adolescente che allontana tutto e tutti perché si sente rifiutata da suo padre, un ex moglie che non ha mai alla fine superato la separazione dal marito e un’ infermiera che pensa più agli altri che al dolore che ha dovuto affrontare e deve ancora totalmente superare.

I temi trattati all’interno di questa pellicola sono tanti forse anche troppi per essere concentrati in un’unica opera cinematografica: amore, amicizia, lutto, omosessualità, paternità, depressione, dipendenza ed abbandono.

L’ambientazione riflette il disagio di tutti i protagonisti: una casa buia come l’inquietudine che provano i protagonisti, una casa chiusa come la corazza dove ogni personaggio si nasconde dentro; una casa disordinata come la confusione che hanno i vari protagonisti, il loro spaesamento nei confronti della vita.

Darren Aronofsky colpisce ancora. Intenso, drammatico, potente. Un film che di certo non dimenticheremo per un bel po’ di tempo. Brandan Fraser è assolutamente maestoso nel ruolo affidato gli hanno affidato.

Una menzione speciale deve essere fatta anche all’attrice non protagonista, Hong Chau, anch’essa grandiosa nelle vesti della paziente, affettuosa amica di Charlie che cerca di spronarlo anche se non riuscendoci fino in fondo. Non salverà l’amico ma lo aiuterà invece a cercare consapevolezza e un briciolo di serenità.

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