GENERE: Drammatico
PAESE: Italia
DURATA: 2 ore e 20 min
Sicilia anni ‘80. Una pagina drammatica di storia italiana trasportata su pellicola. Il 31 Ottobre 1980 avvenne il delitto di Giarre. Due ragazzi sono stati uccisi. La loro “colpa” fu quella di amarsi incondizionatamente.
Il protagonista è Gianni, un ragazzo volenteroso ed umile che vive in un paesino che gli comincia a stargli stretto. La cattiveria umana e l’ignoranza gli sono orami diventate ingestibili ed intollerabili. Un motorino è la sua unica forma di evasione. Gianni non desidera altro che evadere dalla sua famiglia, dai suoi concittadini e da un lavoro che non si è scelto ma che è stato obbligato a fare. Il ragazzo è in continua ricerca di libertà. Quando gli va tutto male, un raggio di sole avanza e gli riscalda il cuore. Un nuovo amico è entrato nella vita di Gianni. Nino, questo è il nome del ragazzo che fa scoprire in Gianni il sentimento dell’amore nella sua declinazione più delicata, intensa e sognante. Entrambi devono combattere contro una società tradizionale, consolidata nei suoi valori più arcaici all’insegna di una mascolinità radicata. Ne usciranno sconfitti.
Il regista Giuseppe Fiorello, alla sua opera prima, ne esce assolutamente vincitore.Sebbene il soggetto cinematografico non è originale ma tratto purtroppo da una storia realmente accaduta, la resa finale colpisce le corde più intime dello spettatore. La colonna sonora e gli effetti sonori sono anch’essi protagonisti della vicenda narrata. Riescono a ricalcare il dolore e il pathos dei protagonisti. Ad esempio i fuochi d’artificio risuonano come colpi di pallottole al cuore nella scena in cui il padre di Nino accorre verso il figlio dopo aver saputo dalla moglie la vera natura del rapporto tra i due ragazzi.
Interpreti strabilianti, soprattutto Samuele Segreto e Gabriele Pizzurro, che interpretano i due ragazzi protagonisti. Ci fanno innamorare dei loro personaggi e nonostante la difficile comprensione dei dialoghi nel dettaglio in quanto l’intera pellicola è stata girata in dialetto siculo autoctono, la loro bravura consiste proprio nel trasmettere allo spettatore tutte le emozioni che provano i loro personaggi.

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